Anche gli uomini hanno la sindrome premestruale

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Irritabilità, attacchi di fame, cambi d’umore e sensazione di stanchezza: questi sono solo alcuni dei classici sintomi che l’universo femminile affronta ogni mese durante la sindrome premestruale. Anche gli uomini potrebbero tuttavia avere gli stessi sintomi e se bene non si tratti della stessa condizione secondo alcuni esperti si può parlare invece diIrritable Male Syndrome.

Secondo quanto emerso da un sondaggio condotto dal sito britannicoVouchrcloud.com almeno il 26% dei 2412 uomini intervistati in totale sarebbe in qualche modo convinto di soffrire, ogni mese, di sintomi simili a quelli del ciclo femminile: tra i sintomi al primo posto si posiziona infatti l’irritabilità (per il 56%), seguita poi dalla stanchezza(51%), aumento dell’appetito (47%) e da una ipersensibilità (43%).

A dirlo non sono solo loro ma anche le donne: se il 33% delle donne ascoltate non crede a questo “ciclo maschile” il restante 43% avrebbe invece ammesso di aiutare il proprio partner durante quei momenti.

La IMS – così abbreviata -, ha spiegato a Yahoo Health il terapista e autore del libro “The Irritable Male SyndromeJed Diamond, sarebbe uno stato di ipersensibilità, ansia, frustrazione e rabbia che “èassociato ad alcuni cambiamenti biochimici, alle fluttuazioni ormonali, al livello di stress. […] La parola ‘ormonale’ – continua – è sempre stata associata alle donne. Il concetto che possa essere associata agli uomini sembra subito uno scherzo. Ma è questa la verità, lo dice la scienza: gli uomini hanno dei cicli ormonali così come le donne. I livelli di testosterone, ad esempio, sono alti al mattino e più bassi di notte“.

Info: Leonardo.it

 

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Assenzio e laudano

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Molti hanno letto dei poeti maledetti e molti si chiedono quale fosse il segreto delle loro stesure, ai tempi feci numerose ricerche in merito, e alla fine trovai un mondo di psiconauti non irrilevante. La parola chiave era Assenzio e laudano

 Laudano

Il laudano è una preparazione farmaceutica a base di oppio, di cui sfrutta le proprietà analgesiche.
Si ottiene facendo macerare l’oppio in vino o in una soluzione alcolica per alcuni giorni in presenza di aromatizzanti, quali per esempio zafferano,cannella e chiodi di garofano, che permettono di oscurare il cattivo sapore dell’oppio.
La presenza di morfina rendeva efficace questa tintura come analgesico.
Nell’oppio vi sono però numerosi altri principi attivi oltre alla morfina.

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Il laudano accoppiato con l’assenzio permetteva di avere fasi allucinogene che inducevano il soggetto, dotato comunque di abilità letterarie ragguardevoli, di entrare in un mondo fatto di visioni e concetti astratti percepibili solo attraverso un “aiuto chimico

L’assenzio

fa parte dei miti che caratterizzarono la fine dell’Ottocento. L’assenzio è infatti passato alla storia come la bevanda alcolica degli artisti. Fu l’ispirazione del modo di vivere bohémienne ed era la bevanda preferita di pittori, poeti e scrittori da Shakespeare fino ad Hemingway, che dichiarò di amare l’assenzio per i suoi effetti di far cambiare le idee; senza dimenticare i maledetti come Verlaine e Rimbaud che dell’assenzio fecero la loro personale dannazione.
L’ora dell’assenzio andava allora dalle cinque alle sette del pomeriggio, l’heure verte la chiamavano, l’ora verde. L’assenzio accompagnava la vita dei bohèmiens. Per i giovani, la bevanda diventò il segno del loro romanticismo, il marchio, un po’ teatrale, della loro estraneità ai valori della borghesia.
L’assenzio non giova. Il poeta Musset, che ne abusa, dicono che sembri, a quarant’anni, già vecchio. Emile Zola lo considerava una vera piaga sociale un veleno che ha ucciso molti francesi. Il tema dell’assenzio diventa uno dei più ripetuti nella letteratura, nella satira, nella pittura.

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preparazione:

15gr oppio, 1gr cannella

zolletta di zucchero, 250 ml d’assenzio

buona bevuta, psiconauti!

 

 

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Le Dieci Piaghe d’Egitto spiegate dalla scienza

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Le Dieci Piaghe d’Egitto, scatenate dal Dio del Vecchio Testamento sul faraone che non voleva liberare gli schiavi ebrei su richiesta di Mosè.
Un episodio narrato nel libro dell’Esodo e ottimamente portato al cinema dal film di Cecile B. DeMille, I Dieci Comandamenti.
Nonostante il mio essere agnostico non nego che certi passi delle scritture suscitano in me grande fascino e interesse. Questo che vi ho appena riassunto in poche righe è senz’altro il mio preferito. La potenza di Dio manifestata attraverso il più grande dei suoi profeti, contro cui i maghi del faraone, pur sapienti, non riuscirono a fare nulla.
Citando nientemeno che Dio:

Ma io indurirò il cuore del faraone e moltiplicherò i miei segni e i miei prodigi nel paese d’Egitto. Il faraone non vi ascolterà e io porrò la mano contro l’Egitto con grandi castighi e farò così uscire dal paese d’Egitto le mie schiere, il mio popolo Israel. Allora gli Egiziani sapranno che io sono il Signore quando stenderò la mano contro l’Egitto e farò uscire di mezzo a loro gli Israeliti!

Una minaccia coi controfiocchi, che si è manifestata, secondo il Vecchio Testamento, nelle Piaghe.

Innanzitutto elenchiamole:

Tramutazione dell’acqua in sangue (Es7,14-25)
Invasione di rane dai corsi d’acqua (Es7,26-8,11)
Invasione di zanzare (Es7,26-8,11)
Invasione animali feroci (Es8,12-15)
Moria del bestiame (Es9,1-7)
Ulcere su animali e umani (Es9,8-12)
Grandine (Es9,13-35)
Invasione di cavallette (Es10,1-20)
Tenebre (Es10,21-29)
Morte dei primogeniti maschi (Es12,29-30)

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Secondo cristiani ed ebrei le piaghe furono scatenate sulla Terra per mano degli angeli evocati da Mosè, su volontà divina.
Negli ultimi anni i geologi dell’Università di Boston, e in particolare la dottoresse Barbara J. Sivertsen, si sono dati da fare per spiegare in modo scientifico le Piaghe d’Egitto. I loro risultati, per quanto opinabili, sono piuttosto interessanti.

Molte delle piaghe sarebbero conseguenza di un unico macroevento: l’eruzione del vulcano di Santorini.
Datata attorno al 1600 a.C., l’eruzione portò al rapido declino della ricca e potente civiltà Minoica, che a lungo aveva dominato l’area mediterranea. L’evento fu però così apocalittico che ebbe ripercussioni su buona parte del pianeta.
Perfino i resoconti cinesi dell’epoca parlano di “nebbia gialla, un fioco sole, dunque tre soli, ghiaccio a luglio, carestia e l’inaridimento di tutti e cinque i cereali.

Studi molto attendibili dimostrano che gli effetti dell’immane eruzione ebbe effetti deleteri proprio sui territori egiziani. Alcuni documenti scampati al disastro lo attestano per voce degli scribi e dei sapienti del faraone.
Si parla di violenti temporali, di intensi cambiamenti climatici e del caos generato in conseguenza dei fenomeni appena citati.
La Sivertsen, come già detto, ricollega le Piaghe all’eruzione.

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Le acque “tinte di rosso” e le invasioni di insetti, rane e animali feroci sarebbero la conseguenza delle tempeste causate dalla devastazione di origine vulcanica. La moria del bestiame e le ulcere sarebbero imputabili alle enormi nubi di fumo e polvere che coprirono per mesi un’area che copriva tutta l’Europa mediterranea e una parte significativa del Nord Africa. Le tenebre (nona piaga) si spiegano quindi da sé.
Perfino l’apertura delle acque del Mar Rosso, a dire della Sivertsen, fu dovuta a un effetto tsnunami dovuto a una seconda eruzione vulcanica, quella sull’isola di Yali.

Rimangono dubbi e perplessità riguardo all’ultima piaga, la morte dei primogeniti maschi. I geologi del team di Boston la imputano a un avvelenamento dei raccolti del faraone, a cui gli ebrei sfuggirono perché seguivano una dieta diversa.

Lo studio della Sivertsen è indubbiamente affascinante e ricco di spunti di riflessioni.
Anche agli occhi di un non credente – come il sottoscritto – ci sono degli interrogativi che i geologi in questione hanno spiegato arrampicandosi un po’ sugli specchi (su tutti quello relativo alla decima piaga).
Ma è poi davvero necessario cercare di spiegare tutto in modo forzatamente razionale, o possiamo lasciare qualcosa al mistero, o magari al linguaggio metaforico?

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L’acqua invisibile

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Consigli a tutti la visione di questo filmato per vari motivi

Innanzitutto, espone in breve e con parole semplici un problema enorme e complesso che tutti sono portati a sottovalutare. Secondo, perché dimostra che esistono alternative all’enorme quantità di spazzatura che la TV ci getta addosso; basta cercarle. Terzo, perché finalmente si punta su un modello diverso di donna, per cui l’attenzione è spostata sulla materia grigia anziché sul silicone…

 

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Reddito di cittadinanza, che cos’è?

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Di cosa stiamo parlando?

Il Reddito di cittadinanza (Rdc)

Consiste in un reddito di base a carattere universale e illimitato nel tempo che ha come unico requisito la cittadinanza. Quindi nessuna distinzione economica, lavorativa e patrimoniale della persona maggiorenne che ne usufruisce. Su Lavoce.info Tito Boeri e Roberto Perotti hanno calcolato che un Rdc a 500 euro al mese, dato a 50 milioni di persone che abbiano compiuto 18 anni, può avere un costo di 300 miliardi di euro – «quasi il 20 per cento del Pil» -. Da circa 30 anni convegni europei e mondiali sul tema sono organizzati dalla rete di coordinamento BIEN (Basic Income Eearth Network). Nel 2006 viene pubblicata BIS (Basic Income Studies), rivista scientifica internazionale interamente dedicata alle discussioni sull’applicazione del reddito di base. Rientrando nei confini nazionali, il dibattito sul punto si è sviluppato nel sito BIN Italia. Come scrisse l’economista Andrea Fumagalli, ex vicepresidente del BIN-Italia, l’idea del Rdc «deriva dalla coscienza (…) che nel nuovo millennio il disporre di un lavoro può non essere sufficiente a garantire l’esistenza di una vita dignitosa». Teoria dalla quale lo stesso Fumagalli ha costruito 10 tesi a favore di tale misura che ha come conseguenza un «processo di liberazione non del lavoro ma dal lavoro (nel senso capitalistico del termine)» in cui «viene meno uno degli strumenti disciplinari di controllo sociale in mano agli attuali assetti di potere». Come risultato ci sarebbero «più risorse e più tempo per dedicarsi alla costruzione di “opere” e magari di organizzare in modo più liberatorio la produzione di ciò che è utile all’uomo».

Il Reddito minimo garantito (Rmg)

è un reddito limitato nel tempo che si basa su un programma universale ma selettivo. La concessione del sussidio, infatti, dipende da regole uguali per tutti. È garantito in base al reddito e al patrimonio di chi ne fa domanda. Nei parametri può anche rientrare il fatto di aver perso un lavoro o di non riuscirlo a trovare. Per quanto riguarda la copertura necessaria, gli stessi Boeri e Perotti hanno calcolato che, considerando un Rmg da 500 euro al mese «introdotto a un livello abbastanza basso», si potrebbe arrivare a una cifra tra gli 8 e i 10 miliardi di euro. Un costo decisamente più contenuto rispetto al Rdc, ma che richiede comunque idee precise e concrete per finanziarlo e poterlo attuare. Ad esempio, sempre su LaVoce.info, diversi professori ed economisti hanno proposto un reddito minimo garantito «inteso a contrastare la povertà delle famiglie» e «sottoposto solo alla selettività sulla condizione economica» escludendo altri vincoli come la composizione familiare o la perdita del lavoro. A beneficiarne sarebbero dunque solamente famiglie “povere” e «cioè con una ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente nda) riformata inferiore a 8 mila euro, e un reddito disponibile inferiore alla soglia della povertà assoluta». Risultato: il contributo permetterà ad un milione di famiglie di «integrare il loro reddito fino alla soglia della povertà assoluta». Costo previsto: 5 miliardi di euro. Recuperarli, ragionano gli studiosi, non è per niente facile perché misure drastiche, per di più nell’attuale periodo di crisi, incontrerebbero «resistenze difficilmente superabili». La via, quindi, concludono, è un processo graduale, come «la riduzione delle erogazioni dei quattro decili ISEE superiori con aliquote di taglio differenziate» che potrebbe far «recuperare, già nel primo anno, (…) 2,2 miliardi, coprendo per le famiglie povere (…) il 40 per cento della distanza tra i loro attuali redditi e la soglia della povertà assoluta».

Proposta movimento 5 stelle

Beppe Grillo, durante i comizi per le scorse elezioni, parlava di un “reddito di cittadinanza” a 1000 euro al mese, limitato per tre anni, «che deve dare il tempo a un giovane di cercarsi lavoro». La misura dei cinque stelle è però differente rispetto a quanto presentato ai cittadini dal loro leader in campagna elettorale. Solo una cosa è rimasta simile: anche i deputati del M5s parlano, sbagliando, di “reddito di cittadinanza”. Entrambe le proposte infatti rientrano nel perimetro del reddito minimo garantito, che ha, come abbiamo visto, costi, contenuti e finalità totalmente differenti. Scopo
L’articolo 1 specifica che si vuole contrastare «la povertà, la disuguaglianza e l’esclusione sociale» e favorire quelle condizioni «che rendono effettivo il diritto al lavoro e alla formazione».
Quanto viene dato?
Il beneficiario riceverà dallo Stato 600 euro. La cifra gli permetterà di raggiungere, «anche tramite integrazione, un reddito annuo pari a 7.200 euro». (Art. 3). Con un nucleo familiare composto da più persone la cifra aumenta fino al raggiungimento della soglia di povertà relativa. Ci sono comunque degli obblighi (art. 9 e art. 11) da rispettare, tipo fornire immediata disponibilità al lavoro nei centri per l’impiego e dare la propria disponibilità per opere di volontariato. Chi rifiuta, ad esempio, durante la disoccupazione più di tre proposte di lavoro ritenute congrue, perde il beneficio. (Art. 12).
Chi ne può usufruire?
Secondo l’art. 4, i maggiorenni residenti in Italia con un reddito annuo inferiore a 7.200 euro che sono compresi in una di queste due categorie: a) In possesso di cittadinanza italiana. b) Stranieri che risiedono da almeno due anni in Italia, che dimostrano di avervi lavorato «nell’ultimo biennio per un numero di ore pari o superiore a 1.000 ovvero essere stati titolari di un reddito netto pari o superiore a 6.000 euro complessivi percepiti nei due anni precedenti a quello della fruizione dei benefici» del Rmg. Inoltre, per le persone dai 18 ai 25 anni «costituisce requisito fondamentale essere in possesso di qualifica o diploma professionale, riconosciuti» o avere «un diploma di istruzione secondaria di secondo grado».
Per quanto tempo?
L’art. 8 chiarisce che la somma viene data fino a quando perdurano le condizioni di povertà relativa definita.
Le coperture
L’articolo 4 precisa che sarà istituito un “Fondo per il reddito di cittadinanza” in cui entreranno soldi «derivanti dalle maggiori entrate e dalle riduzioni di spesa». Nell’articolo 20 queste risorse sono individuate in un quota non inferiore ai 2.700 milioni annui della tassazione sui giochi pubblici. Altri importi arriverebbero dalle dotazioni finanziarie del Ministero della Difesa previste per il triennio 2014-2016, «inclusi i programmi di spesa relativi agli investimenti pluriennali per la difesa nazionale». Dal 2014, per i successivi tre anni, è richiesto alle pensioni un contributo di solidarietà, calcolato tramite aliquote progressive. In questo modo, si vogliono colpire le pensioni d’oro. Inoltre, altri soldi dovrebbero arrivare da un’imposta progressiva sui grandi patrimoni mobiliari e immobiliari, dall’IMU sulla Chiesa e dal finanziamento pubblico ai partiti. Il costo sarebbe, secondo gli stessi Cinque stelle, di 20 miliardi. La proposta deve ora passare attraverso il sistema operativo online del M5s per essere integrata e/o modificata dai 90.000 iscritti al MoVimento. Quindi, successivamente, depositata in Parlamento.

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Podemos

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In italia si parla molto della rinascita della sinistra,senza che nessuno riesca a costruirla veramente. In Spagna invece hanno fatto la sinistra senza che a nessuno sia venuto in mente di dirlo, grazie a un gruppo di giovani propositivi che si fanno chiamare PODEMOS, il partito che i sondaggi danno tra il primo e il secondo posto.

Nascita

Il partito di podemos nasce all’interno dell’università di Madrid, un gruppo di docenti si e alcuni leader che avevano dato vita nel 2011 al gruppo di protesta degli Indignados, Tutto comincia nel 2014, quindi possiamo dire che Podemos è un bambino di poco più di un anno, che però oggi detiene circa il 25% 30% dei consensi popolari. Come per il Movimento 5 Stelle, questo partito nasce per dare spazio alla voce popolare di protesta, infatti Podemos nasce per ridare una speranza a quella classe intermedia della popolazione che ormai non esiste più

I blocchi sociali non esistono più, oggi ci sono solo i cittadini contro le élite

 Situazione Spagnola

La crisi è stata il detonatore che ha svelato un problema strutturale della democrazia spagnola, il modo in cui i politici spagnoli agivano, la corruzione, il potere in mano alle banche, hanno dato vita nel 2011 al movimento degli Indignados, solo che alle alle elezioni vinse il partito PP, quindi vie era stato un divorzio tra il sentire comune e la rappresentanza politica. C’era bisogno di una traduzione organizzativa del sentire comune e così Pablo Iglesias iniziano a pensare di tradurre la protesta in partito. Il primo scoglio da superare era il finanziamento dato che : “non si può fare un partito senza soldi”. Bisognava trovare un modo quindi Pablo Iglesias usa la sua influenza mediatica e chiede la raccolta di 50mila firme da raccogliere online.Attraverso il crowdfunding Podemos riesce a trovare i fondi per partecipare alle europee circa 140 mila euro. Podemos raggiunge l’8% nei sondaggi e le donazioni su paypal fioccano.Con il tempo e i media i risultati nei sondaggi decollano e Podemos diventa una grossa forza politica.

Catalizzatore

Podemos rappresenta una forza politica catalizzatrice,una forza politica che rappresenta lo sdegno del popolo davanti alle ingiustizie dei potenti. Podemos rappresenta anche un canalizzatore della protesta che avrebbe potuto trasformarsi in una rivolta violenta e disorganizzata.

Tra partito e movimento

Intanto Podemos ha di fronte anche un altra sfida in vista delle politiche quella di strutturarsi al suo interno. “Il nostro è un partito ma pensato con una logica di movimento” dice Lago. Cioè tutto il potere decisionale appartiene agli iscritti e chiunque può iscriversi online anche se non svolge attivismo nei circoli. Gli stessi iscritti eleggono via web le cariche interne. con un segretario generale, un numero due e così via. Gli europarlamentari tengono per se 2000 euro al mese e ne versano altrettanti al partito il resto viene devoluto ad associazioni e collettivi che operano sui territori. I circoli che si riuniscono fisicamente non hanno potere decisionale ma elaborano le proposte che vengono poi condivise con gli iscritti on-line. Quasi nessun circolo a disposizione una sede, quindi le riunioni avvengono in luoghi pubblici.

 

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Massmedia: la libertà d’espressione che non esiste più

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Concetto di libertà di stampa

Cominciamo definendo che cos’ è la libertà di stampa e che cosa rappresentano i massmedia. Per libertà di stampa s’intende: la garanzia di uno stato di diritto, di far rispettare la libertà di parola attraverso organi d’informazione (giornali,radio,televisioni) altrimenti detti massmedia. Si comincia subito a delineare quanto la libertà di stampa sia la garanzia di una corretta informazione e quanto i massmedia siano canale indispensabile per renderla effettiva. Oggi come oggi i massmedia rappresentano sempre più ciò che Edmund Burke definiva quarto stato, ovvero assumono una tale rilevanza e hanno un tale potere, da rappresentare un quarto potere statale insieme a quello legislativo,esecutivo e giudiziario; infatti se ci pensiamo  i massmedia possono riferire qualsiasi tipo di notizia, sia essa vera o falsa, con una velocità sconcertante e con la garanzia che quella notizia verrà assimilata da centinaia di migliaia di persone, capiamo dunque lo straordinario potere. Oserei quindi affermare che i massmedia senza la garanzia della libertà di stampa e guidati da delle direttive di partito o dalle direttive di un singolo costituirebbero un potere tale da poter soggiogare qualsiasi altro potere statale, senza che il cittadino medio ne sia al corrente, avendo letto o ascoltato notizie strumentalizzate. Gli esempi storici abbondano: la stampa fascista, l’istituto televisivo luce, le radio naziste ecc. Pericolosissima è dunque l’ipotesi di un’informazione guidata in direzioni ben precise.

Costituzione santa costituzione.

I nostri padri costituenti memori del ventennio fascista, inserirono nell’articolo 21 della costituzione il diritto alla libertà di stampa.

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

Nessuno dunque poteva strumentalizzare i massmedia, senza andare incontro al mostro sacro che rappresenta la costituzione, nessun vincolo e nessun divieto solo pura informazione libera. Eppure signori c’è ancora qualche signore che critica la nostra costituzione…non faccio nomi!

Finanziamento pubblico all’editoria

Troppo bello per essere vero, infatti i nostri magnanimi politici si resero conto che avevano bisogno del sostegno dei messmedia e allora : introduciamo il finanziamento pubblico all’editoria.

Tutto comincia con la legge del 1981 che da un aiuto ai giornali di partito perché non in grado di sostenersi da soli. Se tutto fosse finito lì oggi lo Stato sborserebbe 28 milioni di euro all’anno. Invece nell’87 la legge cambia e basta che due deputati dicano il tal giornale è organo di un movimento politico, che può attingere al grande portafoglio, poi nel 2001 la legge cambia di nuovo: bisogna diventare cooperativa.

Dunque secondo voi esiste un conflitto d’interesse tra reale informazione e testata giornalistica di partito?

Domanda  in cui è già insita la risposta,infatti un simile “sistema”, che garantisce la sopravvivenza di testate dalla diffusione davvero esigua e soprattutto premia il clientelarismo politico e la connivenza con gli apparati politici crea un conflitto d’interessi mostruoso e , dimostra che la nostra informazione è da tempo collusa. Ma diamo qualche cifra:

  • Gruppo RCS (Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport): 23 milioni e mezzo di euro
  • Sole 24 ore: 19.222.787 euro
  • Espresso-La Repubblica: 16.186.244 euro
  • Libero Quotidiano 7.794.367,53
  • L’Unità 6.377.209,80
  • Avvenire 6.174.758,70
  • Italia Oggi 5.263.728,72
  • Manifesto 4.352.698,75
  • Radio Radicale 4.153.452,00
  • La Padania  4.028.363,82
  • Liberazione – Giornale Comunista 3.947.796,54
  • Il Foglio 3.745.345,44
  • Cronaca Qui.it (Già Cronaca Più) 3.732.669,02
  • Europa 3.599.203,77
  • Nessuno Tv 3.594.846,30
  • Ecoradio 3.354.296,64
  • Conquiste Del Lavoro 3.346.922,70
  • Il Secolo D’Italia 2.959.948,01
  • Corriere Canadese 1 2.834.315,47
  • Cavalli e Corse 2.530.638,81
  • La Discussione 2.530.638,81
  • Il Riformista2.530.638,81
  • Roma 2.530.638,81
  • La Provincia Quotidiano 2.530.638,81
  • Corriere di Forli 2.530.638,81
  • Il Corriere Mercantile 2.530.638,81
  • L’Avanti! 12.530.638,81
  • La Voce Di Romagna 2.530.638,81
  • Il Cittadino 2.530.638,81
  • Linea 2.530.638,81
  • Oggi Gruppo Ed.le America Oggi 2.530.638,81
  • Rinascita 2.530.638,81
  • Il Globo 2.530.638,81
  • Giornale Nuovo Della Toscana 2.530.638,81
  • Notizie Verdi 2.510.957,71
  • Italia Democratica 1.476.783,76
  • Liberal 1.200.342,31
  • Il campanile Nuovo  1.150.919,75
  • La Rinascita Della sinistra 934.621,50
  • Stiftung Sudtiroler Volkspartei Zukunft In Sudtirol 650.081,04
  • Socialista Lab 472.036,97
  • Le Peuple Valdotain 301.325,06
  • Democrazia Cristiana 298.136,46
  • Il Denaro 2.459.799,42
  • Metropoli day2.024.511,05
  • L’Opinione Delle libertà 1.976.359,70
  • La Voce Repubblicana 624.111,76
  • Milano Metropoli 288.532,89
  • Aprile 206.317,47
  • Il Duemila (IL) 178.007,45
  • Cristiano Sociali News 57.717,93

Se facciamo un calcolo approssimativo, in Italia circa 180 milioni di euro vengono dati all’editoria, cifra spaventosa e ridicola per non parlare del fatto che ogni informazione scritta in queste testate giornalistiche è presumibilmente veicolata, sia perché nessun fornisce soldi per veder parlar male di se stesso, sia perché ogni giornale vuole continuare a garantirsi la pagnotta.

“Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!”

Giornalisti o servi?

Nel nostro paese esistono i giornalisti servi, quelli che non scrivono notizie le trascrivono sotto dettatura di qualche omuncolo con manie di potere….non faccio nomi, ma questo potrebbe rappresentare un problema minore rispetto a quello che comporta questo sistema colluso per i giovani giornalisti: infatti qualsiasi giovane scrittore o giornalista, magari non ancora colluso dal sistema, dovrà comunque conformarsi alle regole dell’editoria italiana e dunque diventare il giornalista servo di nuova generazione. Poniamo il caso in cui il giovane non vuole sottomettersi al sistema ,cosa succederebbe? presto detto: nessun lavoro, diffamazione, impossibilità di vivere senza soldi, emigrazione….signori EMIGRAZIONE!.

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