Massmedia: la libertà d’espressione che non esiste più

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Concetto di libertà di stampa

Cominciamo definendo che cos’ è la libertà di stampa e che cosa rappresentano i massmedia. Per libertà di stampa s’intende: la garanzia di uno stato di diritto, di far rispettare la libertà di parola attraverso organi d’informazione (giornali,radio,televisioni) altrimenti detti massmedia. Si comincia subito a delineare quanto la libertà di stampa sia la garanzia di una corretta informazione e quanto i massmedia siano canale indispensabile per renderla effettiva. Oggi come oggi i massmedia rappresentano sempre più ciò che Edmund Burke definiva quarto stato, ovvero assumono una tale rilevanza e hanno un tale potere, da rappresentare un quarto potere statale insieme a quello legislativo,esecutivo e giudiziario; infatti se ci pensiamo  i massmedia possono riferire qualsiasi tipo di notizia, sia essa vera o falsa, con una velocità sconcertante e con la garanzia che quella notizia verrà assimilata da centinaia di migliaia di persone, capiamo dunque lo straordinario potere. Oserei quindi affermare che i massmedia senza la garanzia della libertà di stampa e guidati da delle direttive di partito o dalle direttive di un singolo costituirebbero un potere tale da poter soggiogare qualsiasi altro potere statale, senza che il cittadino medio ne sia al corrente, avendo letto o ascoltato notizie strumentalizzate. Gli esempi storici abbondano: la stampa fascista, l’istituto televisivo luce, le radio naziste ecc. Pericolosissima è dunque l’ipotesi di un’informazione guidata in direzioni ben precise.

Costituzione santa costituzione.

I nostri padri costituenti memori del ventennio fascista, inserirono nell’articolo 21 della costituzione il diritto alla libertà di stampa.

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

Nessuno dunque poteva strumentalizzare i massmedia, senza andare incontro al mostro sacro che rappresenta la costituzione, nessun vincolo e nessun divieto solo pura informazione libera. Eppure signori c’è ancora qualche signore che critica la nostra costituzione…non faccio nomi!

Finanziamento pubblico all’editoria

Troppo bello per essere vero, infatti i nostri magnanimi politici si resero conto che avevano bisogno del sostegno dei messmedia e allora : introduciamo il finanziamento pubblico all’editoria.

Tutto comincia con la legge del 1981 che da un aiuto ai giornali di partito perché non in grado di sostenersi da soli. Se tutto fosse finito lì oggi lo Stato sborserebbe 28 milioni di euro all’anno. Invece nell’87 la legge cambia e basta che due deputati dicano il tal giornale è organo di un movimento politico, che può attingere al grande portafoglio, poi nel 2001 la legge cambia di nuovo: bisogna diventare cooperativa.

Dunque secondo voi esiste un conflitto d’interesse tra reale informazione e testata giornalistica di partito?

Domanda  in cui è già insita la risposta,infatti un simile “sistema”, che garantisce la sopravvivenza di testate dalla diffusione davvero esigua e soprattutto premia il clientelarismo politico e la connivenza con gli apparati politici crea un conflitto d’interessi mostruoso e , dimostra che la nostra informazione è da tempo collusa. Ma diamo qualche cifra:

  • Gruppo RCS (Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport): 23 milioni e mezzo di euro
  • Sole 24 ore: 19.222.787 euro
  • Espresso-La Repubblica: 16.186.244 euro
  • Libero Quotidiano 7.794.367,53
  • L’Unità 6.377.209,80
  • Avvenire 6.174.758,70
  • Italia Oggi 5.263.728,72
  • Manifesto 4.352.698,75
  • Radio Radicale 4.153.452,00
  • La Padania  4.028.363,82
  • Liberazione – Giornale Comunista 3.947.796,54
  • Il Foglio 3.745.345,44
  • Cronaca Qui.it (Già Cronaca Più) 3.732.669,02
  • Europa 3.599.203,77
  • Nessuno Tv 3.594.846,30
  • Ecoradio 3.354.296,64
  • Conquiste Del Lavoro 3.346.922,70
  • Il Secolo D’Italia 2.959.948,01
  • Corriere Canadese 1 2.834.315,47
  • Cavalli e Corse 2.530.638,81
  • La Discussione 2.530.638,81
  • Il Riformista2.530.638,81
  • Roma 2.530.638,81
  • La Provincia Quotidiano 2.530.638,81
  • Corriere di Forli 2.530.638,81
  • Il Corriere Mercantile 2.530.638,81
  • L’Avanti! 12.530.638,81
  • La Voce Di Romagna 2.530.638,81
  • Il Cittadino 2.530.638,81
  • Linea 2.530.638,81
  • Oggi Gruppo Ed.le America Oggi 2.530.638,81
  • Rinascita 2.530.638,81
  • Il Globo 2.530.638,81
  • Giornale Nuovo Della Toscana 2.530.638,81
  • Notizie Verdi 2.510.957,71
  • Italia Democratica 1.476.783,76
  • Liberal 1.200.342,31
  • Il campanile Nuovo  1.150.919,75
  • La Rinascita Della sinistra 934.621,50
  • Stiftung Sudtiroler Volkspartei Zukunft In Sudtirol 650.081,04
  • Socialista Lab 472.036,97
  • Le Peuple Valdotain 301.325,06
  • Democrazia Cristiana 298.136,46
  • Il Denaro 2.459.799,42
  • Metropoli day2.024.511,05
  • L’Opinione Delle libertà 1.976.359,70
  • La Voce Repubblicana 624.111,76
  • Milano Metropoli 288.532,89
  • Aprile 206.317,47
  • Il Duemila (IL) 178.007,45
  • Cristiano Sociali News 57.717,93

Se facciamo un calcolo approssimativo, in Italia circa 180 milioni di euro vengono dati all’editoria, cifra spaventosa e ridicola per non parlare del fatto che ogni informazione scritta in queste testate giornalistiche è presumibilmente veicolata, sia perché nessun fornisce soldi per veder parlar male di se stesso, sia perché ogni giornale vuole continuare a garantirsi la pagnotta.

“Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!”

Giornalisti o servi?

Nel nostro paese esistono i giornalisti servi, quelli che non scrivono notizie le trascrivono sotto dettatura di qualche omuncolo con manie di potere….non faccio nomi, ma questo potrebbe rappresentare un problema minore rispetto a quello che comporta questo sistema colluso per i giovani giornalisti: infatti qualsiasi giovane scrittore o giornalista, magari non ancora colluso dal sistema, dovrà comunque conformarsi alle regole dell’editoria italiana e dunque diventare il giornalista servo di nuova generazione. Poniamo il caso in cui il giovane non vuole sottomettersi al sistema ,cosa succederebbe? presto detto: nessun lavoro, diffamazione, impossibilità di vivere senza soldi, emigrazione….signori EMIGRAZIONE!.

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