Mive Web solution

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Schermata del 2015-05-03 20:35:57

Mive web solution, un sito che permette di ottenre traffico sul web in maniera semplice ed efficace

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Sensazioni

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In questi ultimi tempi svegliarsi la mattina è diventato un pò un deja vu, ripetizione scellerata di una precisa quantità di azioni, la così detta rasserenante routine quotidiana. Come accade spesso ci si abitua alla ripetizione , non serve molto ingnegno o spreco di energie per accettarla, solo, non riesco a capire se sono io che mi sono abituato a lei e se lei comincia ad abituarsi a me. Passano le ore e ho la sensazione di vivere come all’interno di un bicchiere di vetro appannato dal fumo di una sigaretta, un costante senso di cecità assilla la mia perversa visione di un percorso. Comincio a chiedermi se esista una strada per me, o solo un tortuoso cammino irto di pericoli, costanti paranoie e dolci promesse; esiste qualcosa in cui credere?…..esiste una divina provvidenza o solo l’eterno caos della mia anima?…ho capito però che il tempo si ferma quando vuoi che vada veloce e accelera quando lambisci un  attimo di felicità, come se ti dicesse “goditela!, tanto hai tutto il tempo per essere triste.

Ho imparato che la vita è ingenerosa e piena d’insoddisfazioni quindi cadere fa parte del gioco, rialzarsi significa vincere la partita. 

Roma brucia e io insieme a lei, sono un piromane e il fuoco mi piace. 

Ad maiora

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In the Land of Destiny

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Salve a tutti, cari lettori! Oggi vi propongo un brano di una giovanissima scrittrice che si è gentilmente offerta di arricchire il nostro blog con niente poco di meno che un bellissimo racconto breve in pieno stile horror…Buona lettura!   

C’è freddo. Freddo e buio.
E’ la prima cosa che Alyce nota non appena apre gli occhi.
Freddo, buio, e un odore selvatico, come di corteccia e foglie bagnate.
Muove qualche passo e sente uno scricchiolio sotto i piedi nudi: un ramo. Si guarda intorno, aguzza gli occhi, che iniziano ad abituarsi alla semi-oscurità che la circonda, e capisce di trovarsi in un bosco.
Gli alberi sono alti e fitti, dai tronchi sinuosi e puntati al cielo come le spade di un esercito. Il terreno ai suoi piedi è ricoperto di foglie screziate di marrone e di giallo. Una strana foschia avvolge l’ambiente all’altezza delle sue ginocchia.
Si guarda: indossa un abito bianco, lungo e scollato, tenuto su da due sottili spalline che quasi le scivolano dalle spalle. Ha i capelli sudati e appiccicati sul collo e sulle guance, il petto ansante e il cuore in gola, come se avesse corso – ma lei non ricorda di averlo fatto.
Tutto ciò che Alyce ricorda è di aver dato la buonanotte a sua madre, aver indossato il pigiama ed essere andata a letto, come ogni sera. Perché si trova in quel posto? E dove si trova, di preciso?
D’un tratto, una serie di fruscii e scricchiolii di rami spezzati le rivelano che non è sola. Inizia a correre all’impazzata, travolta da un terrore primordiale e assoluto, che le azzera la mente e le contorce le budella fin quasi a farla star male. Quella che prova mentre scappa non è la classica fifa che un essere umano sperimenta abitualmente nel corso della sua vita quotidiana; maccinon è la paura che precede un esame, o un prelievo del sangue, o che accompagna la visione di un film dell’orrore. E’ la Paura che una preda prova poco prima di essere brutalmente divorata, la Paura che ti spinge a vomitare i tuoi polmoni pur di scappare il più lontano possibile; un sentimento antico e selvaggio come la morte.
Continua a correre, poi si ferma, perché non è mai stata una grande atleta e adesso si sente come se ogni parte del suo corpo stesse per esplodere. Crolla al suolo, tenendosi una mano sul petto e respirando di sollievo: qualunque cosa fosse, adesso l’ha seminata. Ne è sicura.
Il vento sussurra tra le fronde degli alberi, producendo una strana, malinconica melodia. Il gelo della notte le accarezza le braccia e l’aria sembra fermarsi, aderire alla sua pelle. Alyce non riesce a scorgere il cielo attraverso le chiome degli alberi che la sovrastano, e la cosa le suscita un claustrofobico bisogno di fuggire.
Sta giusto pensando a come fare per andarsene, quando un nuovo rumore, stavolta proveniente da un punto impreciso nelle sue immediate vicinanze, la paralizza e le toglie il respiro.
Davanti a lei c’è qualcuno.

E’ una bambina. Ha i capelli legati in due trecce asimmetriche, il viso a forma di cuore, gli occhi grandi e sgranati, iniettati di sangue. I semplici abiti che indossa sono sporchi di terra, fango e… sangue.
C’è sangue ovunque: sulle foglie ai suoi piedi, sui suoi vestiti, sul suo viso, persino sui capelli.
Ha l’aspetto fragile e indifeso di qualcuno che ha seriamente bisogno di aiuto, ma per qualche motivo è Alyce quella spaventata, non lei.
Lei è impassibile, inespressiva e pallida come un cadavere.
D’un tratto, però, inclina leggermente il capo e fissa gli occhi nei suoi.
Quando la vede, il suo volto si deforma in una smorfia d’orrore; il suo corpo si muove con uno scatto e corre verso di lei.

Eccola, di nuovo, la Paura: Alyce è terrorizzata, vorrebbe urlare, fuggire, volatilizzarsi come cenere al vento – ma non riesce a fare nulla di tutto questo. Tutto ciò che le riesce di fare è alzarsi e fronteggiare la bambina, ferma e immobile come una statua di freddo marmo.
-Alyce- dice lei.
La sua voce ha il suono di mille pezzi di vetro infranti che cozzano l’uno contro l’altro poco prima di sparpagliarsi sul pavimento. E’ flebile, come quella di un essere privo di respiro, ma acuta come milioni di urla.
-Alyce, aiutami-.
Alyce le si avvicina, con le labbra schiuse e gli occhi spalancati. Gocce fredde di sudore le scivolano lungo la spina dorsale quando esamina con più attenzione le sue ferite.
Un livido violaceo e giallastro attorno all’occhio destro; un taglio di spaventose dimensioni sulla gola; diverse costole incrinate sul petto; una gamba piegata in maniera innaturale; rivoli di sangue che le escono dalle labbra e dalle narici.
-Come ti chiami?- le chiede, con voce tremante.
-Charlotte- risponde lei.

-Mi dispiace, Charlotte, ma non credo di poterti aiutare. Non ho niente con me per curarti, non so neanche dove mi trovo…-.
Il volto della bambina diventa triste, così profondamente e irrimediabilmente triste e sconsolato che Alyce sente il proprio cuore spezzarsi dal dispiacere. Lacrime iniziano a solcarle le guance madide di sudore.
-Guarda cosa mi ha fatto- sussurra la bambina.
Solleva le braccia, le tende le mani; ogni osso del suo corpo sembra trovarsi nella posizione sbagliata.
-Guarda cosa mi ha fatto- ripete, lentamente.
Muove qualche passo verso di lei.
La Paura ritorna, Alyce indietreggia.
-Aiutami-.
-Perdonami, non posso-.
L’esclamazione di Alyce è quasi un urlo isterico di pianto.
-Guarda cosa mi ha fatto-.
Charlotte finalmente si ferma. Inclina il capo. Le pupille scompaiono, i suoi occhi sono due enormi buchi bianchi. Le sue labbra si spalancano e ne fuoriesce altro sangue.
Tanto sangue. Un fiume di sangue e organi e cellule che sporca Alyce e la spinge a urlare, urlare così forte fino a lacerarsi le corde vocali, fino a sentirsi i polmoni in gola insieme ad un fiotto di vomito.
-Guarda cosa mi ha fatto-.
La voce di Charlotte è solo un sussurro, ma chiaro è udibile.
-Aiutami…-.
Alyce inizia a correre. Più veloce di prima, più disperatamente.
Scappa da quella bambina, scappa da quel bosco, scappa da se stessa e dalla Paura che le si è cucita addosso come un vestito.
Dopo quella che le è sembrata un’eternità, riesce finalmente ad uscire dal perimetro del bosco. Giunge sul ciglio di un burrone, il cui fondo è reso invisibile da molteplici banchi di nebbia fitta e impenetrabile.
-Guarda cosa mi ha fatto…-.
La voce di Charlotte è sempre più vicina; Alyce si guarda intorno, disperata, ma realizza ben presto che l’unica via d’uscita possibile è quel burrone.
Con un ultimo sguardo alle sue spalle, prende una decisione irrevocabile.
Come al rallentatore, i suoi piedi si staccano dal suolo, il suo corpo si proietta verso il vuoto.
Ed è allora che inizia a precipitare.

E’ mattina.
Un intrepido raggio di sole penetra attraverso le tendine della finestra della camera di Alyce, ancora semi-addormentata. Gli uccellini cinguettano un’allegra melodia. L’aria è limpida e fresca.

Alyce balza a sedere di scatto; si stringe le ginocchia al petto e inizia a cullarsi ritmicamente, avanti e indietro, terrorizzata. Sta per urlare, ma il grido le muore in gola non appena si guarda intorno e realizza di trovarsi nella sua camera, sulle stesse lenzuola candide sulle quali ha poggiato il suo corpo stanco la sera prima.
Emette un sospiro di sollievo: era solo un incubo. Solo un misero, sciocco incubo.
Con un’occhiata all’orologio e alla cartella piena di libri di testo ai piedi della scrivania, si alza in piedi, pronta a prepararsi per la giornata seguente.
Ma è costretta a sedersi di nuovo: ogni membro del corpo le fa male, i suoi polmoni sono in fiamme, la sua gola è graffiata e dolorante. Ed è stanchissima, come se avesse trascorso l’intera notte a correre…
Spalanca gli occhi.
Solleva leggermente l’orlo della camicia da notte bianca e sottile e scopre di avere i piedi sporchi di terra e scorticati; attorno ai bordi delle ferite sono rimasti attaccati minuscoli frammenti di ramoscelli. Improvvisamente si accorge di essere fradicia di sudore, e di avere addosso un odore selvatico, boschivo.
Si prende la testa tra le mani, respira profondamente.
Non è successo veramente. Non è successo veramente. Non è successo veramente.
Era solo un brutto sogno.
Se lo ripete mentalmente una, dieci, cinquanta volte, finché non inizia a crederci davvero. Poi compie un bel respiro profondo e si dirige verso il bagno. 

Quando ne esce, ha fatto una doccia e riposto il vestito incriminato nella cesta dei panni sporchi. Adesso la sua pelle odora del suo bagnoschiuma preferito e ogni parte del suo corpo è linda e pulita, come sempre.
Afferra lo zaino e va in cucina, dove sua madre l’attende con un sorriso e una tazza di latte e cereali.

-Buongiorno, tesoro-.
-Buongiorno, mamma. Buongiorno, papà-.
Suo padre è seduto a capotavola, gli occhi fissi sulla televisione.
-Buongiorno, Lys. Oddio, non posso crederci-.
I suoi occhi si spalancano, sempre in direzione della tv. La madre di Alyce lascia perdere le stoviglie da lavare e si avvicina al marito, poggiandogli le mani sulle spalle.
-E’… E’ terribile-.

Incuriosita, Alyce molla il cucchiaio e la tazza di cereali e imita i genitori.
La televisione è sintonizzata sul notiziario delle otto. Un giornalista in giacca e cravatta annuncia una notizia dell’ultima ora con aria compunta e grave.
-Un’ora fa un paio di testimoni oculari hanno chiamato la polizia, terrorizzati dalla visione di un’auto che, dopo aver attraversato a tutta velocità la vecchia foresta, si è buttata con decisione nel burrone qui davanti-.
Il giornalista si sposta, indicando uno spaventoso baratro avvolto nella nebbia. Il cameraman ruota leggermente sul posto e inquadra un’ampia macchia di alberi alti e sinuosi, dalle punte svettanti rivolte verso il cielo.
Alyce si sente raggelare.
Non è possibile. Non è assolutamente possibile.
-I poliziotti accorsi sul posto hanno subito contattato i vigili del fuoco e la guardia forestale. Dopo numerosi tentativi e complicate operazioni delle tre forze dell’ordine congiunte, una gru dei pompieri ha estratto l’auto dal precipizio, in condizioni a dir poco disastrose. Purtroppo, dentro vi erano due passeggeri. Un uomo e una bambina-.
La telecamera inquadra un rottame di ferro accartocciato su se stesso; la vernice azzurro-chiaro è scrostata, le ruote sono saltate via, i finestrini sono tutti infranti.
-Si tratta di Michael Sheridan, 45 anni, impiegato statale. La moglie ne aveva denunciato la scomparsa improvvisa proprio stamane, poco prima della terribile scoperta. Pare che l’uomo abbia preso l’automobile, una vecchia 4×4 azzurra. Le targhe corrispondono-.
Sullo schermo della tv compare la foto della carta d’identità del signor Sheridan: un uomo dall’aspetto perfettamente normale, persino affabile.
-Ma non è tutto. Con lui, purtroppo, c’era anche un’altra persona. Sua figlia-.
Un’altra pausa piena di effetto.

-Charlotte Sheridan, 10 anni-.
Sullo schermo appare la foto di una bambina dall’aria allegra e spensierata, dai lunghi capelli rossi legati in due trecce leggermente asimmetriche e i grandi occhi scuri.
Charlotte sorride allo schermo, sorride al mondo, e sembra quasi uno scherzo, una burla di cattivo gusto al crudele fato che le ha appena tolto la vita.
-La signora Sheridan non si era accorta della sua assenza in casa, perché quella notte la figlia era a dormire dalla zia. Pare che i coniugi Sheridan litigassero spesso in quel periodo e che la madre avesse voluto tenerla lontana da quella difficile situazione mandandola a stare per qualche tempo dai parenti più prossimi. Ahimè, purtroppo, non ci è riuscita-.
Alyce è ammutolita.
I suoi genitori spengono la televisione, esprimono qualche commento, si scambiano occhiate tristi.
Alyce è incapace di esprimere la benché minima emozione. E’ una maschera di ghiaccio e pietra. L’unica cosa che si muove è la sua mente, frenetica e febbrile sotto quell’aspetto scioccato.
Charlotte.
Foresta.
Burrone.
Guarda cosa mi ha fatto, le aveva detto.
Guarda cosa mi ha fatto. Aiutami.
Con un urlo strozzato, seguita dalle occhiate sbalordite dei suoi genitori, Alyce scappa via dalla stanza.
Spalanca la porta della propria camera, corre rapida verso il bagno. Pesca nella cesta della biancheria sporca, trova subito la camicia da notte. La esamina con attenzione.
Sull’orlo, vicino alle macchie di terra e fango, c’è del sangue.
Tanto sangue, misto a frammenti ossei e cartilaginei.
Guarda cosa mi ha fatto.
Alyce crolla a terra, resa muta, folle dalla paura.
Lacrime sgorgano dai suoi occhi, rivoli di sudore freddo le scorrono lungo la schiena; è la Paura, è tornata a tormentarla dopo una notte insonne in sua compagnia.

Una notte insonne tra realtà e fantasia, presente e futuro, nel limbo del destino, nel regno dei sogni, dove ogni cosa è possibile.

Autrice: Lucrezia Canzonieri

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I 5 edifici più inquietanti

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Gli amanti del genere horror/paranormale come la sottoscritta, sicuramente adoreranno le storie di fantasmi e posti infestati dietro ai quali si celano misteriose e macabre leggende. Per questo motivo ho voluto riportare qui di seguito quattro edifici che sono stati catalogati come alcuni tra i posti più infestati del mondo e le cui leggende sono estremamente particolari; parliamo di un’antica villa privata, un’abbazia, un hotel, una prigione e un ospedale psichiatrico, cinque ambientazioni che rivestono perfettamente i canoni dell’horror.

1. La John Lawson House
Siamo a New York, vicino alla stazione di New Hamburg, stazione che nel 1871 si vide protagonista di un terribile incidente, nel quale i 22 passeggeri di un treno restarono uccise. L’inquietantissima caratteristica della casa in questione è la seguente: essa sembra essere abitata esclusivamente da manichini vestiti secondo la moda del ventesimo secolo. Questi vengono trovati ogni giorno in abiti e posizioni diverse, con differenti oggetti in mano ma hanno tutti una cosa che li accomuna: i loro occhi finti sono tutti rivolti verso il luogo del distruttivo incidente.john lawson

 

2. Il Penitenziario di Eastern State
Il cosiddetto “Carcere degli Orrori” si trova in Philadelphia e venne costruito nel 1829. Fu il primo vero e proprio penitenziario che adottò un sistema di punizione per i carcerati che prevedeva l’isolamento di questi ultimi, il “Pennsylvania system”. I prigionieri venivano portati in questo modo alla follia e all’insanità mentale, perdendo la loro umanità e restando, una volta deceduti, in sospeso tra i due mondi, quello dei morti e quello dei vivi. Il penitenziario aveva alcune particolari affinità con gli ambienti clericali; ne è un esempio la disposizione delle celle e una piccola finestra chiamata “Eye of God” attraverso il quale il prigioniero sapeva che Dio lo guardava in ogni momento. I fantasmi che si dice vaghino all’interno sarebbero, oltre a quelli dei prigionieri isolati, anche quelli di alcune guardie uccise dagli stessi carcerati.

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3. L’abbazia di Lucedio

Nel cuore della campagna di Vercelli, sorge quest’abbazia dal nome ambiguo (Lucedio: intesa come luce divina o come Lucifero, il portatore di luce?), costruita nel 1123 e abitata dai monaci Cistercensi. La leggenda narra che un gruppo di streghe, nell’ottobre del 1684, abbia invocato il nome del Malefico per tre volte e che quest’ultimo si sia insinuato tra le mura di Lucedio, impossessandosi delle suore e dei monaci che vi vivevano, i quali avrebbero commesso atroci torture di cui è “testimone” una colonna, la “colonna piangente”, chiamata così perché trasuda acqua dai pori, a differenza delle altre colonne .
Si narra che qualcuno riuscì a intrappolare il diavolo nella cripta dell’abbazia, a guardia della quale ci furono e ci sarebbero tuttora, secondo la leggenda, i corpi mummificati di quattro abati innocenti; ma nella chiesa vicino all’abbazia, però, uno strano spartito musicale sarebbe in grado, secondo varie dicerie, di liberarlo, solo se suonato al contrario.
Nebbie troppo fitte, evanescenti presenze di monaci e strani incidenti nelle vicinanze non fanno altro che aumentare il mistero attorno a questa  maledetta abbazia.

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4. L’ospedale Waverly Hills
Lousville, America. Siamo nel 1926 e questa cittadina del Kentucky è vittima di un epidemia di tubercolosi, che miete tantissime vittime al giorno. Con l’intenzione di portare serenità nella cittadina, i dottori all’interno dell’ospedale si adoperano a guarire i pazienti con metodi del tutto discutibili: aria fresca, esposizione ai raggi ultravioletti, palloncini impiantati chirurgicamente nei polmoni e cibo sano sarebbero le uniche cure. Chiuso e riaperto dopo anni come ospedale psichiatrico, il Woodhaven Geriatrics Sanitarium fu protagonista di torture e atroci mutilazioni afflitte ai pazienti, come ci è pervenuto dalle testimonianze dei sopravvissuti. Ma l’orrore dell’ospedale non finisce qui: la camera 502 fu teatro di tre suicidi di tre diverse infermiere che, assieme ad un probabile cuoco, si aggirano nel luogo ancora oggi sotto sembianze di spettri. E che dire di Emily, il fantasma della bimba che la leggenda vede uccisa da un’infermiera sbadata che, mettendo in moto la lavatrice, smembrò il piccolo corpicino rifugiatosi nel macchinario nel tentativo di scappare dalle torture?waverly

5. L’Hotel Langham
Costruito a Londra nel 1863, l’hotel vanta una bellezza straordinaria, oltre al merito di aver introdotto la tradizione del tè pomeridiano.
Ma…ma terribili segreti sono celati tra le mura dell’albergo a cinque stelle. Si dice che esso sia la dimora di sette fantasmi, ognuno con una sua inquietante storia dietro. Abbiamo il fantasma di un principe tedesco, gettatosi dalla finestra allo scoppio della prima guerra mondiale; quello di un militare dal volto sfregiato che sembra adirarsi con chiunque urli alla sua vista; quello di un maggiordomo, di un valletto, addirittura dell’imperatore Napoleone III che sembra vi abbia soggiornato gli ultimi anni della sua vita e poi, quello di un medico, estremamente interessante. La leggenda narra che questo si sia sparato un colpo di pistola dopo aver assassinato la moglie durante la luna di miele e lo strano particolare è che, qualsiasi coppia abbia la sventura di incontrare tale spettro, è destinata a naufragare esattamente dopo 3 anni, 3 mesi e 3 giorni. E non è un caso, alla luce di ciò, che gli omicidi di quasi tutti questi fantasmi avvennero proprio nella stanza maledetta, la 333.

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Impressionante, vero?

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5 incredibili invenzioni fantascientifiche

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Almeno una volta della vita, ognuno di voi si sarà chiesto cosa si provi ad indossare un mantello dell’invisibilità come Harry Potter o a guidare un’auto volante come il mio amato Michael J Fox in «Ritorno al Futuro». Alla luce di questa constatazione, cosa direste se vi dico che oggi la scienza e la tecnologia stanno lavorando per realizzare davvero alcuni dei più ammirevoli gioielli della fantascienza? Qui di seguito vi illustro cinque delle invenzioni più strabilianti degli ultimissimi tempi.

1. L’auto volante:
L’AeroMobil 3.0 è un prototipo di auto volante prodotto dalla compagnia slovacca AeroMobil s.r.o. Venne presentata al “Piooner Festival” di Vienna nel 2014, e già  quest’anno potrebbe essere in vendita per un prezzo che oscilla tra i 200.000 e i 300.000 euro. Dotata di un motore Rotax 912o, lo spazio che le serve  vettura per poter spiccare il volo è di minimo 200 metri di rettilineo, e solamente 50 metri per quanto riguardo l’atterraggio. L’auto può percorrere notevoli distanze in cielo; stiamo parlando di un’autonomia di volo di 700 chilometri ad una velocità massima di 200 km/h. Consuma 8 litri di carburante ogni 100 chilometri e per usarla sarà necessario avere tutti i documenti di volo. Beh…che dire? Una bellissima soluzione quando siamo intrappolati nel traffico!
aermobile
2. Mantello dell’invisibilità:
Dai ricercatori dell’Università americana di Rochester, arriva un oggetto straordinario, che vi lascerà semplicemente a bocca aperta: il mantello dell’invisibilità. Stiamo parlando in realtà di un’elaborata illusione ottica che riesce a nascondere oggetti di grandi dimensioni grazie all’uso di quattro lenti poste a una distanza regolare fra loro. Il modo in cui funziona è semplice: deviare la luce, facendola ruotare intorno all’oggetto senza colpirlo, in modo che il nostro occhio non riesce a percepire ciò che è «nascosto» all’interno di questo particolarissimo lenzuolo. Lo scopo iniziale era quello di destinare l’uso dei mantelli ai soldati, durante le guerre, in modo che possano combattere aiutati dall’invisibilità (e che aiuto!), ma l’inventore, Guy Croomer assicura che presto sarà disponibile per chiunque lo acquisti. Voi che ne pensate? Io ho la forte sensazione che non verranno utilizzati a fin di bene (per quanto riguarda noi civili, escludendo i soldati). Insomma, a meno che non si prendano dei provvedimenti adeguati, potrebbero aumentare i furti e i numeri di ragazzi che entrano negli spogliatoi femminili….ma sarà tutto da vedere!
mantello
3.  Ologrammi
Parliamo di Hololens, un paio di occhiali che riuscirà a regalarci un nuovo tipo di visuale: quella a ologrammi. In sostanza, è un dispositivo che permette di creare, grazie alla manipolazione della luce che passa per le peculiari lenti , oggetti olografici che uniscono la realtà con il mondo virtuale del sistema Microsoft. Mi riferisco ad applicazioni, videogiochi  e programmi con i quali i sistemi di interazione saranno rivoluzionati. Potrete guardare a pochi centimetri di distanza il personaggio di un videogioco, o lavorare con le vostre mani a un progetto tridimensionale. E la cosa straordinaria è che il dispositivo non isola la persona dal contesto in cui si trova. Ciò significa che i due mondi – quello virtuale e quello reale- trovano un punto di incontro in questo stupendo dispositivo olografico.
hololens
4. Braccio Robotico
Si è spesso sentito parlare di nuovi robottini in grado di portare avanti discussioni limitate e dotati di varie abilità, come cucinare o suonare la batteria (a cosa serve poi quest’ultimo?). Tuttavia, in pochi sanno del miracolo tecnologico che utilizza niente di meno che la nostra mente. Questo oggetto di cui vi sto parlando è un braccio robotico, che aiuta le persone affette da gravi problemi di paralisi e che può essere controllato dalla sola forza del pensiero. Il braccio è il risultato di studi di fisiologia motoria umana e ingegneria ed è guidato dai movimenti dell’occhio e della testa oltre che da un  elettroencefalogramma , atto a misurare l’attività elettrica sul cuoio capelluto. Gli elettrodi raccolgono i segnali del cervello che vengono poi amplificati e trasmessi a un computer il quale permette il movimento del braccio. Sicuramente sarà una manna del cielo per tante persone che hanno vista cambiata la loro vita da sviste o incidenti e che nel futuro prossimo potranno riportare tutto alla normalità con questa nuova magnifica invenzione.
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5. Pillola Password
Sentiamo sempre parlare di ragazzi che si lamentano di aver avuto rubate le proprie password, di ragazzi che rubano le password e di ragazzi che scordano le password. Bene, la scienza ha trovato una soluzione per tutti questi ragazzi (tranne per gli hacker): la pillola password. Sembra una normalissima pillola, ma una volta ingoiata rilascia nei succhi gastrici dell’individuo delle sostanze che permettono di sbloccare i cancelli virtuali senza l’uso di password. La pillola in questione avrebbe anche lo scopo di velocizzare l’accesso; in questo modo si risparmierebbero ben 2,3 secondi che solitamente impieghiamo nell’effettuare la scrittura della password.
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Qual è la vostra preferita?

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L’acqua invisibile

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Consigli a tutti la visione di questo filmato per vari motivi

Innanzitutto, espone in breve e con parole semplici un problema enorme e complesso che tutti sono portati a sottovalutare. Secondo, perché dimostra che esistono alternative all’enorme quantità di spazzatura che la TV ci getta addosso; basta cercarle. Terzo, perché finalmente si punta su un modello diverso di donna, per cui l’attenzione è spostata sulla materia grigia anziché sul silicone…

 

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Reddito di cittadinanza, che cos’è?

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Di cosa stiamo parlando?

Il Reddito di cittadinanza (Rdc)

Consiste in un reddito di base a carattere universale e illimitato nel tempo che ha come unico requisito la cittadinanza. Quindi nessuna distinzione economica, lavorativa e patrimoniale della persona maggiorenne che ne usufruisce. Su Lavoce.info Tito Boeri e Roberto Perotti hanno calcolato che un Rdc a 500 euro al mese, dato a 50 milioni di persone che abbiano compiuto 18 anni, può avere un costo di 300 miliardi di euro – «quasi il 20 per cento del Pil» -. Da circa 30 anni convegni europei e mondiali sul tema sono organizzati dalla rete di coordinamento BIEN (Basic Income Eearth Network). Nel 2006 viene pubblicata BIS (Basic Income Studies), rivista scientifica internazionale interamente dedicata alle discussioni sull’applicazione del reddito di base. Rientrando nei confini nazionali, il dibattito sul punto si è sviluppato nel sito BIN Italia. Come scrisse l’economista Andrea Fumagalli, ex vicepresidente del BIN-Italia, l’idea del Rdc «deriva dalla coscienza (…) che nel nuovo millennio il disporre di un lavoro può non essere sufficiente a garantire l’esistenza di una vita dignitosa». Teoria dalla quale lo stesso Fumagalli ha costruito 10 tesi a favore di tale misura che ha come conseguenza un «processo di liberazione non del lavoro ma dal lavoro (nel senso capitalistico del termine)» in cui «viene meno uno degli strumenti disciplinari di controllo sociale in mano agli attuali assetti di potere». Come risultato ci sarebbero «più risorse e più tempo per dedicarsi alla costruzione di “opere” e magari di organizzare in modo più liberatorio la produzione di ciò che è utile all’uomo».

Il Reddito minimo garantito (Rmg)

è un reddito limitato nel tempo che si basa su un programma universale ma selettivo. La concessione del sussidio, infatti, dipende da regole uguali per tutti. È garantito in base al reddito e al patrimonio di chi ne fa domanda. Nei parametri può anche rientrare il fatto di aver perso un lavoro o di non riuscirlo a trovare. Per quanto riguarda la copertura necessaria, gli stessi Boeri e Perotti hanno calcolato che, considerando un Rmg da 500 euro al mese «introdotto a un livello abbastanza basso», si potrebbe arrivare a una cifra tra gli 8 e i 10 miliardi di euro. Un costo decisamente più contenuto rispetto al Rdc, ma che richiede comunque idee precise e concrete per finanziarlo e poterlo attuare. Ad esempio, sempre su LaVoce.info, diversi professori ed economisti hanno proposto un reddito minimo garantito «inteso a contrastare la povertà delle famiglie» e «sottoposto solo alla selettività sulla condizione economica» escludendo altri vincoli come la composizione familiare o la perdita del lavoro. A beneficiarne sarebbero dunque solamente famiglie “povere” e «cioè con una ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente nda) riformata inferiore a 8 mila euro, e un reddito disponibile inferiore alla soglia della povertà assoluta». Risultato: il contributo permetterà ad un milione di famiglie di «integrare il loro reddito fino alla soglia della povertà assoluta». Costo previsto: 5 miliardi di euro. Recuperarli, ragionano gli studiosi, non è per niente facile perché misure drastiche, per di più nell’attuale periodo di crisi, incontrerebbero «resistenze difficilmente superabili». La via, quindi, concludono, è un processo graduale, come «la riduzione delle erogazioni dei quattro decili ISEE superiori con aliquote di taglio differenziate» che potrebbe far «recuperare, già nel primo anno, (…) 2,2 miliardi, coprendo per le famiglie povere (…) il 40 per cento della distanza tra i loro attuali redditi e la soglia della povertà assoluta».

Proposta movimento 5 stelle

Beppe Grillo, durante i comizi per le scorse elezioni, parlava di un “reddito di cittadinanza” a 1000 euro al mese, limitato per tre anni, «che deve dare il tempo a un giovane di cercarsi lavoro». La misura dei cinque stelle è però differente rispetto a quanto presentato ai cittadini dal loro leader in campagna elettorale. Solo una cosa è rimasta simile: anche i deputati del M5s parlano, sbagliando, di “reddito di cittadinanza”. Entrambe le proposte infatti rientrano nel perimetro del reddito minimo garantito, che ha, come abbiamo visto, costi, contenuti e finalità totalmente differenti. Scopo
L’articolo 1 specifica che si vuole contrastare «la povertà, la disuguaglianza e l’esclusione sociale» e favorire quelle condizioni «che rendono effettivo il diritto al lavoro e alla formazione».
Quanto viene dato?
Il beneficiario riceverà dallo Stato 600 euro. La cifra gli permetterà di raggiungere, «anche tramite integrazione, un reddito annuo pari a 7.200 euro». (Art. 3). Con un nucleo familiare composto da più persone la cifra aumenta fino al raggiungimento della soglia di povertà relativa. Ci sono comunque degli obblighi (art. 9 e art. 11) da rispettare, tipo fornire immediata disponibilità al lavoro nei centri per l’impiego e dare la propria disponibilità per opere di volontariato. Chi rifiuta, ad esempio, durante la disoccupazione più di tre proposte di lavoro ritenute congrue, perde il beneficio. (Art. 12).
Chi ne può usufruire?
Secondo l’art. 4, i maggiorenni residenti in Italia con un reddito annuo inferiore a 7.200 euro che sono compresi in una di queste due categorie: a) In possesso di cittadinanza italiana. b) Stranieri che risiedono da almeno due anni in Italia, che dimostrano di avervi lavorato «nell’ultimo biennio per un numero di ore pari o superiore a 1.000 ovvero essere stati titolari di un reddito netto pari o superiore a 6.000 euro complessivi percepiti nei due anni precedenti a quello della fruizione dei benefici» del Rmg. Inoltre, per le persone dai 18 ai 25 anni «costituisce requisito fondamentale essere in possesso di qualifica o diploma professionale, riconosciuti» o avere «un diploma di istruzione secondaria di secondo grado».
Per quanto tempo?
L’art. 8 chiarisce che la somma viene data fino a quando perdurano le condizioni di povertà relativa definita.
Le coperture
L’articolo 4 precisa che sarà istituito un “Fondo per il reddito di cittadinanza” in cui entreranno soldi «derivanti dalle maggiori entrate e dalle riduzioni di spesa». Nell’articolo 20 queste risorse sono individuate in un quota non inferiore ai 2.700 milioni annui della tassazione sui giochi pubblici. Altri importi arriverebbero dalle dotazioni finanziarie del Ministero della Difesa previste per il triennio 2014-2016, «inclusi i programmi di spesa relativi agli investimenti pluriennali per la difesa nazionale». Dal 2014, per i successivi tre anni, è richiesto alle pensioni un contributo di solidarietà, calcolato tramite aliquote progressive. In questo modo, si vogliono colpire le pensioni d’oro. Inoltre, altri soldi dovrebbero arrivare da un’imposta progressiva sui grandi patrimoni mobiliari e immobiliari, dall’IMU sulla Chiesa e dal finanziamento pubblico ai partiti. Il costo sarebbe, secondo gli stessi Cinque stelle, di 20 miliardi. La proposta deve ora passare attraverso il sistema operativo online del M5s per essere integrata e/o modificata dai 90.000 iscritti al MoVimento. Quindi, successivamente, depositata in Parlamento.

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Podemos

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In italia si parla molto della rinascita della sinistra,senza che nessuno riesca a costruirla veramente. In Spagna invece hanno fatto la sinistra senza che a nessuno sia venuto in mente di dirlo, grazie a un gruppo di giovani propositivi che si fanno chiamare PODEMOS, il partito che i sondaggi danno tra il primo e il secondo posto.

Nascita

Il partito di podemos nasce all’interno dell’università di Madrid, un gruppo di docenti si e alcuni leader che avevano dato vita nel 2011 al gruppo di protesta degli Indignados, Tutto comincia nel 2014, quindi possiamo dire che Podemos è un bambino di poco più di un anno, che però oggi detiene circa il 25% 30% dei consensi popolari. Come per il Movimento 5 Stelle, questo partito nasce per dare spazio alla voce popolare di protesta, infatti Podemos nasce per ridare una speranza a quella classe intermedia della popolazione che ormai non esiste più

I blocchi sociali non esistono più, oggi ci sono solo i cittadini contro le élite

 Situazione Spagnola

La crisi è stata il detonatore che ha svelato un problema strutturale della democrazia spagnola, il modo in cui i politici spagnoli agivano, la corruzione, il potere in mano alle banche, hanno dato vita nel 2011 al movimento degli Indignados, solo che alle alle elezioni vinse il partito PP, quindi vie era stato un divorzio tra il sentire comune e la rappresentanza politica. C’era bisogno di una traduzione organizzativa del sentire comune e così Pablo Iglesias iniziano a pensare di tradurre la protesta in partito. Il primo scoglio da superare era il finanziamento dato che : “non si può fare un partito senza soldi”. Bisognava trovare un modo quindi Pablo Iglesias usa la sua influenza mediatica e chiede la raccolta di 50mila firme da raccogliere online.Attraverso il crowdfunding Podemos riesce a trovare i fondi per partecipare alle europee circa 140 mila euro. Podemos raggiunge l’8% nei sondaggi e le donazioni su paypal fioccano.Con il tempo e i media i risultati nei sondaggi decollano e Podemos diventa una grossa forza politica.

Catalizzatore

Podemos rappresenta una forza politica catalizzatrice,una forza politica che rappresenta lo sdegno del popolo davanti alle ingiustizie dei potenti. Podemos rappresenta anche un canalizzatore della protesta che avrebbe potuto trasformarsi in una rivolta violenta e disorganizzata.

Tra partito e movimento

Intanto Podemos ha di fronte anche un altra sfida in vista delle politiche quella di strutturarsi al suo interno. “Il nostro è un partito ma pensato con una logica di movimento” dice Lago. Cioè tutto il potere decisionale appartiene agli iscritti e chiunque può iscriversi online anche se non svolge attivismo nei circoli. Gli stessi iscritti eleggono via web le cariche interne. con un segretario generale, un numero due e così via. Gli europarlamentari tengono per se 2000 euro al mese e ne versano altrettanti al partito il resto viene devoluto ad associazioni e collettivi che operano sui territori. I circoli che si riuniscono fisicamente non hanno potere decisionale ma elaborano le proposte che vengono poi condivise con gli iscritti on-line. Quasi nessun circolo a disposizione una sede, quindi le riunioni avvengono in luoghi pubblici.

 

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HommeMystere- L’intimo femminile per uomo

No comment

Oggi volevo parlarvi di una stranezza in ambito osé che mi ha letteralmente scioccata. Avete presente l’intimo per donna? Sì, quei bellissimi reggiseni, perizoma, tanga, brasiliane, reggicalze e chi più ne ha più ne metta, pieni di pizzo, merletti e varissime fantasie sexy. E avete presente quanto possano donare su un bel corpo femminile, con le curve nei punti giusti e una silhouette da modelle. Pensate adesso di ritrovarvi davanti un uomo con questo intimo addosso. Viene in mente un’immagine a dir poco ridicola, che può creare l’invidia delle barzellette più divertenti di sempre. Ebbene, signore e signori, esiste un genere di intimo maschile che ha esattamente le stesse caratteristiche di quello da donna ed è stato prodotto in Australia, dalla HommeMystere.

HommeMystere2

Ora, care lettrici, immaginatevi la scena: siete ad una cena galante con un uomo bellissimo, sexy da morire, con un six pack scolpito nell’addome e due bicipiti da bodybuilder. A fine serata, vi invita a salire a casa sua; salite le scale che portano a casa sua già immaginando quello che succederà nell’arco di dieci minuti, vi sedete comodamente sul suo elegantissimo divano in pelle dopo che lui vi ha sorriso e vi ha offerto con garbo un bicchiere di vino rosso. A quel punto, iniziate a baciarvi, sfogando quella passione e quel desiderio che erano stati sovrani per tutta la cena e, spinti da una voglia irrefrenabile, iniziate a spogliarvi con foga. Via le giacche, via le magliette, via scarpe, calze e via anche i pantaloni! Ed ecco che voi vi bloccate, fissando quell’uomo con aria scioccata. Lui è lì, davanti a voi, con quel fisico da modello e un elegante reggiseno in pizzo con tanto di tanga coordinato, che lui mostra con aria fiera e orgogliosa. A quel punto, si sarà accorto del vostro shock e per non darvi tanto tempo per pensare, avrà ricominciato a baciarvi e accarezzarvi. “Spostiamoci nel letto” vi sussurrerà allora all’orecchio. Voi, che ancora non vi siete riprese dalla visione scioccante, vi alzate dal divano, seguite da quell’uomo. Vi sorride, vi sfiora la mano e si para davanti a voi per condurvi nella sua stanza da letto. Ed è là che succede quello che voi avreste sperato non succedesse mai. Una visione da fare spavento al circo degli orrori…una visione che vi farà desiderare di essere omosessuali…una visione che vi farà venire voglia di bagnarvi gli occhi con l’acido muriatico e infilzarci dentro due stuzzicadenti. Davanti a voi c’è un sedere scolpito, alto e muscoloso che sculetta da far invidia a una donna, con un triangolino di pizzo che è solo il culmine di un filo interdentale infilato tra le natiche sode di quell’individuo che vi sta davanti.
Ecco, ora che vi siete fatti un’idea di quanto può essere imbarazzante questa moda oscena, sappiate che c’è di peggio. Ovvero, spesso sono HommeMystere3proprio le mogli a proporre ai mariti di provare un completino del genere.
Ora, io vi pongo una domanda: vi piace l’uomo?
Se la risposta è sì, allora vorrei ben capire che senso ha farlo diventare donna.
Un uomo è tale perché è virile, perché sa proteggere la propria donna e perché , sotto sotto, è una belva, dominata dall’istinto.
Un uomo è tale perché può sollevarvi di peso e sbattervi al muro, perché non ha tette (e quindi il senso dei reggiseni?) e perché ha quella V che sbuca dai boxer.
Come si può pensare ad un uomo vestito da donna? Forse è proprio vero che il 2000 è il millennio delle crisi di identità, ma è anche vero che è l’uomo stesso a crearsele. Va benissimo avere una mente aperta, io stessa sono la prima ad averla, ma una mente aperta non vuol dire sfociare nel ridicolo, perché lì non si parla più di apertura mentale ma di un disperato bisogno di scioccare, di farsi vedere, di ribaltare le norme della natura.
Finché erano perizoma e tanga maschili ci potevamo mettere un piede sopra, ma i reggiseni no, assolutamente no.
E voi che ne pensate?
*EtDream*

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Domani

Domani inizia la mia scalata, la scalata verso il giorno in cui ti rivedrò,

sofferenza mi attende e questo non posso cambiarlo

ricordi e malinconia mi attendono e questo non posso cambiarlo

mi uccideranno le mattine senza il tuo sorriso, ma dovrò sopravvivere ad esse

solo per poterlo rivedere

dolci carezze e splendide risate a cuor leggero mi attendono

posso farcela, devo farcela.

ti amo

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