Come capire se siete pronti per una relazione

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Quante volte mi è capitato di sentire amici e amiche che non fanno altro che lamentarsi del fatto che non riescono a trovare l’anima gemella e che farebbero di tutto pur di stare con la persona che desiderano. Quando finalmente si fidanzano però, poi iniziano a rimuginare sul loro rapporto di coppia e possono arrivare anche a pentirsi della scelta che le loro ingenui menti desiderose di cambiamenti hanno compiuto precedentemente. E là arriva il vero casino, perché poi si è costretti a cercare articoli o a chiedere nei forum consigli su come migliorare il loro rapporto di coppia o, se giunti a livelli drastici, si comincia a cercare qualsiasi tipo di scusa per troncare quel rapporto tanto desiderato all’inizio. Esempi? Lui vi porta un gelato del vostro gusto preferito, con tanto di panna e cialdine di sopra e voi, una volta ingurgitatolo tutto alla velocità della luce, lo guardate indignate e dite: “Me l’hai fatto apposta, vero? Volevi farmi ingrassare portandomi questo gelato?! Vuoi che diventi brutta, è così? Così hai la scusa per lasciarmi e farti tutte quelle che vuoi!!”. A quel punto lui, scioccato e sorpreso, vi chiederà il motivo di quella reazione tanto crudele ed è allora che voi gli comunicherete ciò che la vostra testa rimuginava da giorni, ovvero: ” Basta, ti lascio!”.
A quel punto, qualunque cosa lui cercherà di dirvi, sarà bruscamente interrotta dalle vostra urla isteriche e la patetica scena finirà con quel poveraccio in lacrime e voi che ve ne tornate a casa, libere da un enorme peso che vi gravava da giorni e giorni.
Quindi avrete capito che il motivo per cui vi scrivo questo articolo è proprio quello di evitare scenate del genere e settimane infernali, tra stress e inutili ricerche su come migliorare la vostra coppia.
Qui di seguito vi elencherò quelle che, per la mia modesta opinione, sono i segnali più indicativi che siete pronti ad impegnarvi seriamente con la persona che vi piace (per questioni di comodità lo rivolgerò al gentil sesso):

*1. Nessun altro all’infuori di lui: Pensate a lui da settimane ormai, e se vi arriva davanti un bonaccione stellare, non vi passa nemmeno per l’anticamera del cervello l’idea di chiedergli il numero di cellulare o il contatto facebook, perché la vostra testa, il vostro corpo, i vostri sentimenti sono tutti dedicati a lui.

*2. Vi flashate come se non ci fosse un domani: Non riuscite a concentrarvi sullo studio, non riuscite a leggere un libro, non riuscite nemmeno a farvi la doccia senza pensare a lui. Per non parlare di tutte le volte che ascoltate musica e adattate il ritmo della canzone ad un incontro romantico con la vostra dolce metà.

*3. Abbassamento immediato del QI appena ve lo ritrovate davanti: lui è lì, a ore 12, intento a chiacchierare con i suoi amici e a spassarsela con quella risata che vi fa impazzire. E qua succede una cosa interessante: la vostra intelligenza diventa inversamente proporzionale alla tempesta di ormoni che si sta scatenando nel vostro corpo. Più aumentano gli ormoni in circolo, più il vostro quoziente intellettivo si abbassa, spingendovi a fare cose che nemmeno tutto il vostro buon senso potrebbe controllare. Tipo fissarlo imbambolata con un sorriso ebete e la bava alla bocca, oppure emettere suoni incomprensibili nel tentativo di spiegare alle vostre amiche quanto è figo il vostro soggetto, o ancora saltellare come un canguro in calore per sfogare in qualche modo tutta la vostra infatuazione.

*4. Accettate tutti i suoi difetti: E qua che spesso giunge l’inganno. Analizzatevi bene: se ignorate tutti i suoi difetti, allora mollate tutto. Questo per un semplice motivo; perché non appena starete con lui, quei difetti a cui prima nemmeno pensavate, poi vi si ritorceranno tutti contro e li odierete con tutte voi stesse. Se invece notate i suoi difetti e li accettate perché alla fine dei conti ne valgono tutta la pena, allora potete star certe che quando finalmente lui sarà vostro, così come li avete accettati all’inizio, continuerete ad accettarli anche in futuro.

*5. Gelosia: La gelosia. Anche qui dovete fare una sforzo e capire perché vi vengono istinti omicidi ogni volta che una ragazza si avvicina al vostro soggetto. Io di solito lo capisco in un modo semplice semplice: immagino che una ragazza bella e una brutta ci provino con lui. Se sono gelosa solo della ragazza bella, allora mi rendo conto che in realtà sono invidiosa di lei, perché l’autostima mi cadrebbe a pezzi se lui dovesse scegliere una ragazza più bella di me. Se invece sono gelosa indistintamente nel caso sia della ragazza bella che di quella cozza, allora capisco che quella è gelosia pura, che quella paura di perderlo mista con il desiderio di averlo tutto per me, sarà la base che mi permetterà di instaurare un rapporto duraturo con lui.

*6. Lui è il nostro sfogo: nel caso sia un vostro amico, sentirete il bisogno fisiologico di parlargli di tutto ciò che vi succede e di condividere con lui i momenti belli e brutti della vostra giornata, e non perché avete la certezza che lui vi possa consigliare, ma semplicemente perché è così. 

Beh, queste perlomeno sono le cose che ho provato io prima di fidanzarmi con il mio attuale ragazzo e devo dire che noto numerose differenze tra il rapporto che ho con lui e quello avuto con i precedenti ex, che tra l’altro sono durati circa un mese/un mese e mezzo. Semmai abbiate qualche dubbio o opinione al riguardo, commentate pure e non tarderò a rispondervi.
*Et Dream*

 

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Masters of Sex

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Masters of Sex è una serie televisiva statunitense di genere drammatico creata da Michelle Ashford che narra la storia di due ricercatori: William masters e Virginia Johnson. Entrambi i ricercatori furono i pionieri della sessualità umana, infatti scoprirono che il sesso poteva essere studiato scientificamente, attraverso esperimenti e raccolta dati.

Epoca 

Masters of sex è ambientato nel 1957 a St.Luois,ed  è, infatti, il ritratto di un’epoca popolata di casalinghe frustrate che non conoscono il significato della parola “orgasmo”, di mariti e mogli che dormono in letti separati o giovani coppie che pensano che per riprodursi basta giacere nello stesso letto. Un epoca dove perfino gli americani, non avevano ancora capito come si potesse trarre piacere dal sesso. Il telefilm inoltre incentra gran parte della trama, proprio sulle difficoltà dell’epoca ad accettare degli studi sperimentali sul sesso; infatti come ogni novità, lo studio del sesso fu accolto con riprovazione e paura.

Il burbero dottore e la splendida ricercatrice

Fin dall’inizio della serie televisiva si nota come il dottor Masters alias Michael Sheen  sia un’uomo duro con un carattere irascibile,  ogni sua decisione deve essere accettata da chiunque gli stia intorno, senza se e senza ma. Con l’evolversi della serie notiamo però, che in realtà egli è un uomo sofferente, distrutto dall’impossibilità di avere un figlio e annientato dal fatto che proprio il suo lavoro sia incentrato sulla cura della fertilità. La luce nel tetro cuore di Masters viene accesa dalla dottoressa Virginia Johnson alias Lizzy Caplan, una donna carismatica e instancabile, prima segretaria e poi co-ricercatrice che non tarderà a manifestare tutte le sue capacità. Proprio la dottoressa, con la sua dolcezza immensa e il suo enorme erotismo, perché di erotismo si tratta, darà la spinta giusta alla ricerca sulla sessualità. Masters dapprima sarà freddo ma capirà ben presto che quella donna ha qualcosa di speciale,impara in fretta, sa ciò che vuole  e non demorde mai.

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Omosessualità tra evoluzione e omofobia

Tema fondamentale di master of sex è quello dell’omosessualità, nel corso del telefilm , infatti si scopre che il rettore dell’ospedale Burton Scully ha nascosto per svariati anni la sua natura gay, proprio per non rovinarsi la carriera e per poter camminare a testa alta. Nel telefilm, che è figlio dell’epoca in cui è ambientato, non esiste l’integrazione degli omosessuali,che vengono visti come dei malati cronici da curare e compatire, lo stesso Scully ben consapevole della sua natura, pensa di essere malato e cercherà di trovare una cura. Da sottolineare però è una scena del telefilm, che credo sia emblematica, nel processo di evoluzione dell’accettazione dell’omosessualità: Scully paga un ragazzo per far sesso, solo che questa volta ha appreso che tramite dei farmaci,che inducono in lui senso di vomito, può guarire questa sua patologia; egli infatti cerca di prendere i farmaci mentre il ragazzo si masturba davanti a lui, creando così una situazione psicologia da associare alla nausea, cosicché il cervello ogni qual volta veda determinate immagini, reagisca in modo disgustato e tenti di fuggire. Il ragazzo, che ormai prova dei sentimenti per lui, si rifiuta e chiarisce a Scully che la sua non è una malattia e che se vuole vivere serenamente deve accettare se stesso.

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Lo studio

Insomma, è proprio grazie a William Masters e a Virginia Johnson se oggi sappiamo che esistono quattro fasi dell’atto sessuale (eccitamento, plateau, orgasmo e risoluzione), che le donne fingono (e non perché sono frigide, ma probabilmente perché non sono appagate a sufficienza dai propri partner), che le donne provano piacere intensamente tanto quanto gli uomini (se non di più) e, per giunta, in modi diversi e combinati e che quindi, ancora una volta, le donne possono raggiungere l’orgasmo in modo autonomo, facendo benissimo a meno della figura maschile (scandalo!). In breve, ammettiamolo, c’è tanta gente ancora oggi che sconosce questi argomenti o che preferisce non affrontarli in nome di una fantomatica decenza.

La cosa fenomenale di questa serie è che essa ci racconta non solo la scoperta della legittimità del piacere femminile, ma soprattutto l’importanza che questa ebbe per le donne stesse che, in un certo qual modo, cominciarono ad “uscire allo scoperto”, potendo dichiarare prima di tutto a se stesse che il piacere del sesso, l’eccitazione, il godimento, erano qualcosa che meritavano. La ricerca diffuse i suoi effetti ben al di là della comunità scientifica, scardinò ruoli sociali, paradigmi e stereotipi che avevano sempre posto al centro dell’universo sociale e familiare l’essere maschile e la sua potenza patriarcale.

 Telefilm splendido

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Di telefilm splendido si tratta, Masters of sex cattura chi lo guarda e intriga per il suo essere erotico e drammatico. Ovviamente il punto forte oltre la storia è il cast, denso di ottimi attori ma con protagonisti due fuoriclasse della recitazione come Michael Sheen(questo era risaputo!) e Lizzy Caplan (Sopresa Sorpresa!). Consiglio a tutti di guardarlo, perché i temi trattati ti lasciano il segno. Buona visione.

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Massmedia: la libertà d’espressione che non esiste più

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Concetto di libertà di stampa

Cominciamo definendo che cos’ è la libertà di stampa e che cosa rappresentano i massmedia. Per libertà di stampa s’intende: la garanzia di uno stato di diritto, di far rispettare la libertà di parola attraverso organi d’informazione (giornali,radio,televisioni) altrimenti detti massmedia. Si comincia subito a delineare quanto la libertà di stampa sia la garanzia di una corretta informazione e quanto i massmedia siano canale indispensabile per renderla effettiva. Oggi come oggi i massmedia rappresentano sempre più ciò che Edmund Burke definiva quarto stato, ovvero assumono una tale rilevanza e hanno un tale potere, da rappresentare un quarto potere statale insieme a quello legislativo,esecutivo e giudiziario; infatti se ci pensiamo  i massmedia possono riferire qualsiasi tipo di notizia, sia essa vera o falsa, con una velocità sconcertante e con la garanzia che quella notizia verrà assimilata da centinaia di migliaia di persone, capiamo dunque lo straordinario potere. Oserei quindi affermare che i massmedia senza la garanzia della libertà di stampa e guidati da delle direttive di partito o dalle direttive di un singolo costituirebbero un potere tale da poter soggiogare qualsiasi altro potere statale, senza che il cittadino medio ne sia al corrente, avendo letto o ascoltato notizie strumentalizzate. Gli esempi storici abbondano: la stampa fascista, l’istituto televisivo luce, le radio naziste ecc. Pericolosissima è dunque l’ipotesi di un’informazione guidata in direzioni ben precise.

Costituzione santa costituzione.

I nostri padri costituenti memori del ventennio fascista, inserirono nell’articolo 21 della costituzione il diritto alla libertà di stampa.

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

Nessuno dunque poteva strumentalizzare i massmedia, senza andare incontro al mostro sacro che rappresenta la costituzione, nessun vincolo e nessun divieto solo pura informazione libera. Eppure signori c’è ancora qualche signore che critica la nostra costituzione…non faccio nomi!

Finanziamento pubblico all’editoria

Troppo bello per essere vero, infatti i nostri magnanimi politici si resero conto che avevano bisogno del sostegno dei messmedia e allora : introduciamo il finanziamento pubblico all’editoria.

Tutto comincia con la legge del 1981 che da un aiuto ai giornali di partito perché non in grado di sostenersi da soli. Se tutto fosse finito lì oggi lo Stato sborserebbe 28 milioni di euro all’anno. Invece nell’87 la legge cambia e basta che due deputati dicano il tal giornale è organo di un movimento politico, che può attingere al grande portafoglio, poi nel 2001 la legge cambia di nuovo: bisogna diventare cooperativa.

Dunque secondo voi esiste un conflitto d’interesse tra reale informazione e testata giornalistica di partito?

Domanda  in cui è già insita la risposta,infatti un simile “sistema”, che garantisce la sopravvivenza di testate dalla diffusione davvero esigua e soprattutto premia il clientelarismo politico e la connivenza con gli apparati politici crea un conflitto d’interessi mostruoso e , dimostra che la nostra informazione è da tempo collusa. Ma diamo qualche cifra:

  • Gruppo RCS (Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport): 23 milioni e mezzo di euro
  • Sole 24 ore: 19.222.787 euro
  • Espresso-La Repubblica: 16.186.244 euro
  • Libero Quotidiano 7.794.367,53
  • L’Unità 6.377.209,80
  • Avvenire 6.174.758,70
  • Italia Oggi 5.263.728,72
  • Manifesto 4.352.698,75
  • Radio Radicale 4.153.452,00
  • La Padania  4.028.363,82
  • Liberazione – Giornale Comunista 3.947.796,54
  • Il Foglio 3.745.345,44
  • Cronaca Qui.it (Già Cronaca Più) 3.732.669,02
  • Europa 3.599.203,77
  • Nessuno Tv 3.594.846,30
  • Ecoradio 3.354.296,64
  • Conquiste Del Lavoro 3.346.922,70
  • Il Secolo D’Italia 2.959.948,01
  • Corriere Canadese 1 2.834.315,47
  • Cavalli e Corse 2.530.638,81
  • La Discussione 2.530.638,81
  • Il Riformista2.530.638,81
  • Roma 2.530.638,81
  • La Provincia Quotidiano 2.530.638,81
  • Corriere di Forli 2.530.638,81
  • Il Corriere Mercantile 2.530.638,81
  • L’Avanti! 12.530.638,81
  • La Voce Di Romagna 2.530.638,81
  • Il Cittadino 2.530.638,81
  • Linea 2.530.638,81
  • Oggi Gruppo Ed.le America Oggi 2.530.638,81
  • Rinascita 2.530.638,81
  • Il Globo 2.530.638,81
  • Giornale Nuovo Della Toscana 2.530.638,81
  • Notizie Verdi 2.510.957,71
  • Italia Democratica 1.476.783,76
  • Liberal 1.200.342,31
  • Il campanile Nuovo  1.150.919,75
  • La Rinascita Della sinistra 934.621,50
  • Stiftung Sudtiroler Volkspartei Zukunft In Sudtirol 650.081,04
  • Socialista Lab 472.036,97
  • Le Peuple Valdotain 301.325,06
  • Democrazia Cristiana 298.136,46
  • Il Denaro 2.459.799,42
  • Metropoli day2.024.511,05
  • L’Opinione Delle libertà 1.976.359,70
  • La Voce Repubblicana 624.111,76
  • Milano Metropoli 288.532,89
  • Aprile 206.317,47
  • Il Duemila (IL) 178.007,45
  • Cristiano Sociali News 57.717,93

Se facciamo un calcolo approssimativo, in Italia circa 180 milioni di euro vengono dati all’editoria, cifra spaventosa e ridicola per non parlare del fatto che ogni informazione scritta in queste testate giornalistiche è presumibilmente veicolata, sia perché nessun fornisce soldi per veder parlar male di se stesso, sia perché ogni giornale vuole continuare a garantirsi la pagnotta.

“Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!”

Giornalisti o servi?

Nel nostro paese esistono i giornalisti servi, quelli che non scrivono notizie le trascrivono sotto dettatura di qualche omuncolo con manie di potere….non faccio nomi, ma questo potrebbe rappresentare un problema minore rispetto a quello che comporta questo sistema colluso per i giovani giornalisti: infatti qualsiasi giovane scrittore o giornalista, magari non ancora colluso dal sistema, dovrà comunque conformarsi alle regole dell’editoria italiana e dunque diventare il giornalista servo di nuova generazione. Poniamo il caso in cui il giovane non vuole sottomettersi al sistema ,cosa succederebbe? presto detto: nessun lavoro, diffamazione, impossibilità di vivere senza soldi, emigrazione….signori EMIGRAZIONE!.

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