Selenio elemento anti-radicali

Selenio

Caratteristiche e benefici

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Il selenio è un elemento da non sottovalutare nel nostro organismo, spesso trascurato, il selenio possiede ottime proprietà anti-ossidanti, infatti combatte il proliferare dei radicali liberi in concomitanza con la vitamina E. L’organismo contiene da 12 a 15 mg di selenio, sono i muscoli a contenerne la maggior parte, circa 6,7 mg, seguiti da fegato e reni.

Proprietà curative per patologie quali:

-insufficienza cardiaca

-ipertensione arteriosa

-affezioni coronariche

-trombosi

-malattie infiammatorie

L’elemento possiede azione antiematosa, anti-infiammatoria e riduce i problemi legati a ipertiroidismo o ipotiroidismo. Viene indicato in caso di eczemi cutanei e possiede un effetto anti-tossico nei confronti del piombo,cadmio e mercurio.

Dove si trova?

il selenio si trova sopratutto in cibi quali: cereali, riso integrale, semi germogliati, carni e pesci; frutta e verdure forniscono pochissimo selenio.

Selenio: Biochimica e apporti

il selenio agisce come protettore anti-radicalico graie al suo ruolo nell’enzima glutatione-perossidasi che agisce in sinergia con le catalasi, attribuendole un ruolo protettivo delle membrane cellulari. Il selenio è trasportato in tutti i tessuti: fegato(30%) reni , leucociti, capelli, ossa, muscoli(45%). Viene eliminato in gran parte per via urinaria, mentre l’eliminazione fecale è scarsa e corrisponde a selenio non assorbito.A livello tiroideo il selenio svolge dunque un duplice ruolo: in primo luogo è un fattore necessario al funzionamento delle 5-desiodasi, enzimi responsabili, come già detto, della conversione della T4 in T3, e una sua carenza può dunque provocare un difetto della produzione di T3, che è anche l’ormone tiroideo attivo. In secondo luogo il selenio, entrando nella costituzione delle glutatione perossidasi e della tioredoxina reduttasi (enzimi deputati alla degradazione del perossido di idrogeno (acqua ossigenata) che si forma durante la biosintesi degli ormoni tiroidei e che attraverso la modificazione di antigeni tiroidei può favorire l’iniziazione o la progressione di un processo tiroiditico) è anche implicato nella protezione della cellula tiroidea dal danno ossidativo e dalla progressiva fibrosi ghiandolare che ne conseguirebbe

Gli apporti quotidiani variano da 0.05 a 0,2 mg al die

L’integrazione e fissata tra 100 e 200 mcg/giorno. In ogni caso il selenio sarà assorbito meglio in concomitanza con vitamina A, E, C

 

 

 

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