Sindrome del morto che cammina

Sindrome di Cotard

Oggi voglio parlarvi di una sindrome rarissima, la Sindrome di Cotard, o sindrome “del morto che cammina”, un disturbo psichiatrico studiato da Jules Cotard nell’800.
Il paziente che ne è affetto, in poche parole, crede di essere morto. Nega l’esistenza dei suoi organi, nega l’esistenza del sangue e nega di conseguenza la sua vita; è una forma di depressione acuta e costante, spesso con risvolti ipocondriaci e paranoici, con conseguente apatia a livelli drastici. Il paziente si rifiuta di nutrirsi, di fare qualsivoglia attività, poichè considerata inutile dal momento che egli è solo un “cadavere che cammina”. Furono riscontrati casi di allucinazioni nei soggetti affetti da tale sindrome, così come la convinzione di essere immortali, ovvero che il loro corpo fosse diventato un tuttuno con l’universo, accompagnati da attegiamenti autolesionisti.
Sebbene il paziente affermi verità inesistenti, questa sindrome non ruota attorno ad affermazioni, ma a negazioni; Cotard parlava di essa come, per l’appunto, “delirio di negazione“.

L’annientamento delle emozioni

Innanzitutto, cerchiamo di capire cos’è il sistema limbico; stiamo parlando di un complesso di strutture cerebrali che svolgono e supportano funzioni psichiche come l’emotività. In parole povere, è quel posto del nostro cervello che gestisce le nostre emozioni grazie all’aiuto degli organi di senso e di aree più evolute all’interno del nostro cervello.
Cosa succederebbe se il sistema limbico, il centro delle nostre sensazioni, si “scollegasse” da noi? Se non svolgesse come dovrebbe le sue normali funzioni?Cosa saremmo noi senza emozioni? Nulla. Quasi dei cadaveri che camminano. Ed ecco il fulcro della questione; i poveri pazienti, affetti dalla sindrome di Cotard, presentavano disfunzioni del sistema limbico che impediva loro di provare emozioni, di riconoscere emozioni, di ricordare emozioni. E ciò rivelava nei pazienti la determinazione di un vissuto depressivo dal quale scaturiva il delirio di negazione. Quindi, se ogni esperienza sensoriale, ossia ogni cosa percepita, non trovava un riscontro emozionale, il soggetto si auto-spiegava questo deficit niente di meno che con l’essere un morto.

Trattamento della sindrome

Sebbene furono pochissimi i casi studiati, le cure ebbero un risultato piuttosto efficace. Attraverso studi e varie tecniche effettuati sui soggetti, si notò che il loro stato era simile a quello di un paziente in coma vegetativo e vennero trattati con terapie elettroconvulsive, ovvero attacchi controllati causati da passaggi di corrente elettrica attraverso il cervello e con l’uso di farmaci antidepressivi.
Essendo una sindrome così rara e così poco studiata, risulterebbe alquanto rischioso azzardare un trattamento con medicine alternative. Ciò che invece vorrei proporvi sono dei rimedi contro la depressione in generale, e in particolare i fantastici oli essenziali usati in aromaterapia sottile. Miracolosi risultano essere anche i fiori di Bach, ma quelli necessitano di un consulto del terapeuta che indicheà una cura ad personam.
Gli oli essenziali che vi consiglio sono quindi:
Rosa damascena: dona armonia, equilibrio interiore e una profonda consapevolezza dei propri valori.
Lavanda: calmante e rasserenante, utile in caso di stress, assieme al Neroli.
Gelsomino: aiuta il soggetto depresso a superare l’apatia, a donargli nuove speranzee nuovo ottimismo.
Ideali in caso di depressione anche Camomilla, Basilico, Bergamotto, Geranio, Menta Piperita e Salvia Sclarea.

 

 

 

 

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